Emigranti
del Gruppo Storico Vicolo Mottana
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, l'onda migratoria veneta raggiunse dimensioni imponenti, con quasi due milioni di persone in cerca di futuro in paesi lontani. Tra queste, circa 200 Recoaresi lasciarono la loro terra, dando vita a una piccola "Recoaro fuori d’Italia".
Il viaggio della speranza iniziava con un doloroso addio: dopo aver venduto casa e campi tramite l’agente Pietro Gresele, raggiungevano a piedi Valdagno.
Da qui, il percorso portava, nella maggior parte dei casi, a Genova, per imbarcarsi su un piroscafo che, dopo circa 20 giorni di navigazione, approdava nel porto di New Orleans.
Il sogno americano si scontrava spesso con la dura realtà.
Molti Recoaresi trovarono ad attenderli l’Arkansas e l'estenuante fatica delle piantagioni di cotone.
Nel 1898, la nobile famiglia romana dei Ruspoli reclutò molti Italiani, tra cui diversi Recoaresi, per colonizzare un'area nei pressi di Tontitown.
Il contratto proposto prevedeva 25 anni di lavoro incessante in cambio di vitto, alloggio e un solo vestito all’anno, con la promessa di diventare, al termine, proprietari di 25 ettari di terreno. Il "contratto capestro" era un prezzo che gli emigranti accettavano pur di sfuggire alla fame che affliggeva le contrade montane di Recoaro, dove l'economia era drammaticamente misera.
Ancora oggi, in luoghi remoti del mondo, uomini e donne con cognomi Recoaresi mantengono vivo il ricordo, la lingua e le tradizioni della loro terra d'origine.

