Notizie e curiosità sulla Chiamata di Marzo
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La diffidenza Asburgica
Gli Austriaci non gradivano manifestazioni come la Chiamata di Marzo, che riunivano centinaia di persone in un clima chiassoso e in qualche modo eccitato, giudicato pericoloso e capace di turbare l'ordine pubblico. Riproduciamo qui un decreto del 1818 con il quale il Delegato del Governo per la Provincia di Vicenza vietava "il bizzarro costume di salutare nottetempo il mese di Marzo", con il pretesto di prevenire "risse" e "ferite".
E' certo comunque che divieti di questo genere a Recoaro non sortirono l'effetto desiderato. La Chiamata di Marzo infatti continuò a tenersi regolarmente, a dispetto delle autorità contrarie a quello che vedevano come uno "strano notturno tripudio". Ne riportiamo il testo dettagliato:
N° 385a.
Regno Lombardo Veneto
Circolare
IL CIAMBELLANO DI S.M.I.R.A.
CONSIGLIERE ATTUALE DI GOVERNO
E REGIO DELEGATO
DELLA PROVINCIA DI VICENZA
Vicenza li 14 Aprile 1818
Essendo venuto a cognizione del Governo, che in taluna di queste Provincie usasi fra i contadini il bizzarro costume di salutare di notte tempo il mese di Marzo, e di Maggio con villici attruppamenti, che sono spesso cause di risse, e di ferite; così resta espressamente ordinato a codesta Autorità , che qualora sussistesse tale strano notturno tripudio anco nel circondario di di lei giurisdizione, debba esso venire scrupolosamente interdetto, facendo conoscere tale Superiore determinazione a' suoi Amministrati.
PASQUALIGO
Le condizioni del tempo
Le varie edizioni della Chiamata di Marzo sono state in genere favorite da condizioni meteorologiche buone, tuttavia il 21 febbraio del 1984 rimarrà nella storia di questa manifestazione a causa di una delle nevicate piu copiose degli ultimi anni.
La coltre nevosa aumentava a vista d'occhio mentre fin dalla notte e dalla prima mattinata uomini e mezzi approntati dal Comune cercavano di rendere sgombre le strade e i piazzali del centro. Nelle contrade gruppi di volontari aprivano varchi per consentire il passaggio dei carri, allestiti nei giorni precedenti a prezzo di grandi sacrifici. Il Comitato organizzatore riunito d'urgenza tentava febbrilmente di salvare la situazione, incoraggiando un po' tutti e decidendo con qualche titubanza di non rinviare la sfilata. Dei cinquanta gruppi e carri che erano iscritti alla manifestazione, furono molti alla fine quelli che ebbero l'ardire di sfidare le intemperie. Fu formato il corteo che sfilò sotto la neve tra gli applausi dei pochi imbacuccati spettatori trasformando questa edizione in qualcosa di veramente memorabile.
Da quel giorno si venne tacitamente affermando un principio, un po' temerario ma condiviso da tutti: a Recoaro la Chiamata di Marzo, una volta indetta, si fa con qualsiasi tempo!




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